Il nuovo romanzo di Mauro Corona “Favola in bianco e nero“
evidenzia, attraverso i suoi due bambini Gesù, tutte le virtù ed i vizi
degli uomini. Lo scrittore di Erto ancora una volta riesce, attraverso
un linguaggio semplice ed un messaggio molto diretto, a descrivere
l’ipocrisia dell’uomo attraverso la sua “favola cattiva” di Natale
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| Mauro Corona |
Il romanzo dello scrittore friuliano si presenta come un seguito del precedente “Una lacrima color turchese “ (in cui Corona
ipotizza la fuga del bambinello dai presepi data la sua indignazione
per un mondo in caduta libera) e pone, come questo, al centro
dell’attenzione due temi molto cari alla quotidianetà: l’immigrazione e l’integrazione.
| Favola in bianco e nero |
Partendo dalla comparsa dei due bambinelli, “Favola in bianco e nero” mette in evidenza tutto il bene, e soprattutto il “male”, presente in maniera intrinseca nell’animo italiano.
La presenza di un Gesù bambino nero,
infatti, è la causa scatenante della vera personalità “degli uomini”
che, nonostante si mostrino sempre più rispettosi ed accoglienti (almeno
in apparenza), tendono a far prevalere quel “razzismo intrinseco”
nascosto ai più solo per quieto vivere.
“Non sono razzista, ma…” o “Bisogna rispettare la tradizione…”
(con riferimento al Gesù bambino bianco), divenute frasi purtroppo
comuni nel linguaggio giornaliero, rappresentano solamente una parte
delle affermazioni che caratterizzano gli uomini, in apparenza giusti ma
nel profondo avidi e falsi perbenisti.
La vicenda narrata dallo scrittore “sui
generis” friulano, però, non si limita ad evidenziare l’ipocrisia
natalizia e il falso perbenismo degli italiani ma investe praticamente
tutte le catogorie presenti, coinvolgendole attraverso la vera e propria
“realizzazione” della scena.
Vescovi, politici, filosofi e perfino Capi di Stato sono protagonisti della vicenda attraverso i dibattiti alla TV (Corona per rendere ancora più realistica la scena immagina dirette sul tema di programmi esistenti quali “Ballarò”, “Di Martedì” ec…) e riunioni fra grandi della terra che stabiliscono le sorti del mondo in un’incontro fra loro.
Pur essendo una “favola cattiva” (come affermato dallo stesso Corona),
il romanzo non manca dell’atteso lieto fine, in cui un uomo bianco ed
uno nero (identificati dallo scrittore, anche senza mai chiamarli per
nome, nel Papa e nel Presidente USA) riescono a trovare il “bandolo della matassa” (garantendo di fatto la pace fra i popoli) e a dimostrare come “un bianco ed un nero possono fare grandi cose insieme”.
“Finché si innalzano muri,
si stendono rotoli di filo spianto, si ferma la povera gente con idranti
e lacrimogeni, si guarda al colore della pelle, a credi dogmi e fedi,
la pace può essere raggiunta ma non dura” (Favola in bianco e nero,
Mauro Corona)
Alessandro Falanga
Articolo pubblicato su www.zon.it l' 8/1/2016

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