mercoledì 11 maggio 2016

Strane cose, domani. L'appassionante viaggio di Raul Montanari nella Milano dei giorni nostri

Nel suo "Strane cose, domani", Raul Montanari racconta la storia di Danio, psicologo milanese dalla duplice veste di seduttore/padre di famiglia. Fra colpi di scena e il ritorno di un passato sempre in agguato, il romanzo mantiene un buon ritmo che appassiona il lettore sin da subito

Raul Montanari
La vita è segnata da momenti che dettano i ritmi delle nostre scelte e segnano il resto dell'esistenza per sempre.
Se a scandire le ore ed i  minuti  di un uomo è il ritrovamento di un diario in un parco, allora la vita che si sta vivendo è quella di Danio, psicologo milanese dalle mille "sfumature" e alle prese con una fidanzata, una ex moglie ed un figlio ventenne.
Il romanzo, scritto da Raul Montanari, riesce a mescolare al suo interno diversi generi( tra cui il pulp, il noir e in parte anche strascichi  di "kinghiana memoria" con ricordi legati alla sua infanzia) e allo stesso tempo ad usare un linguaggio semplice, lineare e molto scorrevole.
Appassionante sin dalla prima pagina, l'opera di Montanari narra le disavventure di Danio, personaggio diviso fra la sua professione (quella di psicologo appunto) e la figura di padre di famiglia/seduttore.
Le donne sono la sua ossessione e ormai da anni condivide la sua esistenza con Chiara, giovane fidanzata informatica, pur rimanendo ancora legato alla sua ex moglie, l'enigmatica Eliana.
La sua routine viene bruscamente sconvolta dal ritrovamento di un diario in un parco proprio il giorno in cui incontra il figlio ventenne con cui ha un'accesa discussione sul "disastro familiare" che ha accompagnato la sua vita.
Questi due ultimi elementi, uniti alla misteriosa Federica (la ragazza del diario), segneranno i successivi giorni di Danio.
Lo psicologo avventuriero ed eternamente "peter pan" si trasforma improvvisamente, con il Federica ma praticamente con tutte le donne con cui ha a che fare).
Strane cose, domani
susseguirsi degli eventi, in un padre premuroso e la sua fama di "seduttore" viene di volta volta soppiantata da quella di "paladino" del genere femminile che cerca in ogni modo di proteggere (ciò accade non solo con
Parallelamente alla realtà, anche il passato di Danio si ripresenta, con conseguenze inimmaginabili, attraversi la figura di Ric Velardi, investigatore privato che conosce bene il suo "pesante passato" condito da ben due omicidi.
Il passato burrascoso si renderà protagonista di tutte le scelte successive e risulterà fondamentale nelle decisioni dello psicologo fino alla fine.
Storia originale e piena di colpi di scena, si rende apprezzabile per le ottime descrizioni sulla quotidianeità (la musica di Miles Davis sempre presente in casa, le partite di scacchi o i parcheggi introvabili nella caotica Milano) che rendono praticamente "visibile" la scena e per l'incastro tra le diverse situazioni (divise fra passato e futuro) affrontate.


Alessandro Falanga

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